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lunedì 22 agosto 2016

Le idee sono nell'aria o nella rete?

E’ da un po’ di tempo che per poter leggere qualcosa da vicino devo guardarlo da lontano…e così, ora che la lunghezza delle mie braccia non è più sufficiente, mi sono rassegnato ad acquistare un paio di occhiali!
D’ora in poi quella simpatica (?) e indispensabile protesi oculare farà parte della mia persona, esattamente come il mio naso, le mie orecchie e la mia bocca.
Ho disegnato parecchi occhiali in passato e so che in un settore come questo l’espressione “non c’è che l’imbarazzo della scelta” non è solo una frase fatta.
Quale montatura scegliere? Bella domanda.
Dopo avere navigato per un po’ su internet alla ricerca di qualcosa che potesse soddisfare il mio gusto, mi sono detto: “aspetta... perché non me lo disegno io il mio paio di occhiali? Sono un designer, è il mio lavoro!”
Ho pensato poi ad un materiale con la quale ho un ottimo rapporto, l’alluminio.
Lo ammetto mi piace troppo, ho una sorta di venerazione per questo materiale così leggero, così resistente, così evocativo…mi rimanda con il pensiero agli aerei e al mondo aeronautico (che amo) e in generale ad oggetti e dispositivi di qualità e precisione.
Ok è fatta, ho pensato, disegno al CAD3d una montatura classica, stile Clark Kent di Superman per intenderci e poi la faccio fresare a controllo numerico da un blocchetto di alluminio.
A quel punto poi, perché no, lo faccio diventare un vero e proprio prodotto, da produrre in serie e commercializzare.
Come da prassi ormai, prima di partire con qualsiasi nuovo progetto, mi sono fatto un giro sul web per verificare se articoli simili fossero già presenti sul mercato, evitando così il rischio di produrre copie o peggio ancora schiantarmi contro brevetti e diritti altrui…
Prima ricerca in italiano, non trovo nulla…bene! 😅
Seconda ricerca in inglese…ops…mi imbatto in questo sito www.exovault.com ed è qui che la mia aspirazione di produrre l’occhiale si sgretola miseramente.😳

Home Page sito EXOvault

Scopro che si tratta di un piccolo laboratorio di Brooklyn (New York) che produce con tecniche artigianali essenzialmente due tipologie di articoli: 
custodie per smart phone in legno e alluminio e... un occhiale…il “mio”!

Il laboratorio di EXOvault a Brooklyn (New York)

Non solo il materiale e la tecnologia usata per realizzarlo sono uguali (alluminio fresato con frese a controllo numerico dal pieno), ma anche il design è lo stesso che avrei voluto dare al mio prodotto!
Dopo un iniziale sconforto creativo, è subentrata in me un’immediata simpatia nei confronti di questa piccola impresa d’oltreoceano, ed ho subito pensato di contattarli per ordinare il “mio” paio di occhiali.

EXOvault - Occhiale Mod. Kingsland

La globalizzazione è anche questo, prima del web le idee erano nell’aria…ora invece sono nella rete!
Bah…non lo so se questo mi piace o meno, ci devo pensare, nel frattempo rimango in attesa di ricevere quel paio di occhiali che ho immaginato e che avrei voluto costruire, ma che alla fine, comunque, finiranno sul mio naso!😀

mercoledì 20 luglio 2016

Sedia ORIGAMI - Storia di una sedia in metallo senza saldature!


Spesso il “parto” di un progetto è laborioso e tormentato.
Abbozzi una prima idea, poi inizi a modificarla, la guardi, non ti convince e la modifichi ancora... e ancora... e ancora, fino a farla diventare tutt’altra cosa rispetto all’idea iniziale.


Certi progetti invece nascono di getto, talmente “perfetti” che non riesci più a migliorarli né a modificarli, neanche volendo. 

Ed è quello che è successo con questa sedia ‪dall’aspetto minimalista.

L’ho schizzata su di un pezzetto di carta subito dopo aver incontrato il presidente della SINTESI2 (www.sintesi2.it), azienda leader nella produzione di sedie e complementi d’arredo, che ha “stimolato” la mia creatività dicendomi: “...Floreanini, se mi fa una sedia in alluminio ‪senza saldature glie la produco…”. (8-/


Un paio di settimane più tardi sono nuovamente da lui con un prototipo in scala reale che, seppur grezzo, rappresenta fedelmente l’idea originale.

Le parti fondamentali della sedia (seduta, schienale e le quattro gambe) sono ritagliate a laser, in un unico pezzo, da una lastra rettangolare di alluminio di soli 5 mm di spessore.
Anche le due barre utilizzate per irrigidire la struttura sono ricavate dalla stessa lastra, riducendo così a zero il materiale di scarto.


La sedia prende forma semplicemente piegando la lamiera come da schizzo (da qui il nome Origami) e fissando le due barre di irrigidimento con dei rivetti a caldo, quindi…niente saldature! (;-)
Una verniciatura speciale con finitura gommata, rende la sedia più calda e morbida alla vista e al tatto.


Questo progetto rappresenta a mio avviso un bell’esempio di product design‬, in quanto l’estetica è funzionale alle esigenze della produzione, riducendone i costi e semplificandone i processi. Nessuno spreco di materiale, nessuna saldatura, minimo assemblaggio. (:-D


Bozzetto originale



Prototipo "grezzo" in scala reale

Prodotto finale